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Refrigerante R32

R32: un refrigerante a basso impatto ambientale

Il gas refrigerante R32 risponde alle direttive europee in materia di riduzione dell’effetto serra, presentando un GWP inferiore all’R410A e non danneggiando lo strato di ozono.

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Scenario

Alla Conferenza ONU sul Clima del 2009, i governi si imposero l’obiettivo di mantenere il riscaldamento globale entro i +2 °C alla fine del secolo.

Secondo la comunità scientifica un aumento superiore ai +2°C della temperatura media potrebbe innescare effetti incontrollabili sull’ecosistema terrestre.

Per conseguire questo target, il Consiglio europeo ha imposto di ridurre, entro il 2050, le emissioni di gas a effetto serra dell’80-95% rispetto ai livelli del 1990.

Il cammino tracciato dell’UE verso un’economia a basse emissioni di CO 2 dimostra che, per conseguire questo è necessario il contributo di tutti i settori e di tutti i gas a effetto serra, compresi i gas fluorurati che, nonostante rappresentino complessivamente nell’UE solo il 2% del totale dei gas ad effetto serra, hanno un potenziale di riscaldamento globale estremamente elevato.

A causa dell’aumento della ricchezza e della crescita della popolazione, le vendite di prodotti e di apparecchiature contenenti gas fluorurati sono aumentate.

Dal 1990 si è registrato un forte aumento a livello mondiale della produzione e dell’uso di gas fluorurati che, se non limitato, porterà notevoli emissioni in atmosfera.

Gli HFC costituiscono il gruppo più comune di gas fluorurati e sono utilizzati come refrigeranti negli impianti di refrigerazione e di condizionamento dell’aria e nelle pompe di calore.

Phase down HFC

Un’eliminazione graduale degli HFC, che prevede fino al 2030 l’introduzione di limiti sempre più stringenti per le quantità di gas fluorurati che possono essere immesse sul mercato nell’UE, permette di realizzare importanti riduzioni di emissioni, riducendole, nel 2030, di due terzi rispetto al livello attuale (circa 70 milioni di tonnellate di CO 2 equivalente).

Inoltre il regolamento introduce, dal 1° gennaio 2025, il divieto di immissione sul mercato di impianti di climatizzazione monosplit contenenti meno di 3 kg di HFC con un GWP di 750 o più.

Perché R32

R32 è un gas refrigerante appartenente alla categoria degli idrocarburi fluorurati già da tempo utilizzato nella climatizzazione.

Esso compone infatti, assieme al R125, il fluido refrigerante ad oggi più comune nelle applicazioni di climatizzazione, ovvero l’R410A.

Cos’é R32

il Global Warming Potential (GWP) è l’indice che rappresenta l’impatto che una sostanza può avere sull’effetto serra globale, indicativo delle tonnellate di CO 2 equivalenti corrispondenti.

Esso è un indice relativo, che confronta l’impatto di 1kg di refrigerante con 1kg di CO 2 in 100 anni.

L’R32 ha un GWP inferiore rispetto al R410A correntemente utilizzato negli impianti di climatizzazione.

Un altro parametro spesso utilizzato è l’Ozone Depletion Potential, ODP.

Esso è indice della capacità nociva di un gas refrigerante nei confronti dello stato di ozono presente nella stratosfera.

Già da anni la comunità internazionale è al corrente del danno che alcune sostanze possono arrecare al livello di ozono, che di fatto ci scherma dalla radiazione solare nociva.

Sia il gas refrigerante R410A che l’R32 non danneggiano in alcun modo lo stato di ozono se rilasciati in atmosfera, quindi presentano un valore ODP pari a 0.

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L'R32 è sicuro?

Appartenendo alla categoria dei refrigeranti a bassa infiammabilità (classe 2L ISO 817) l’R32 è sicuro perché:

  • Il campo di infiammabilità è molto limitato
  • Non si accende facilmente: non è sufficiente uno switch dei comuni elettrodomestici per l’accensione
  • È un refrigerante a bassa tossicità

Applicando le opportune procedure l’installazione, manutenzione e funzionamento delle unità ad R32 non presentano rischio e pericolo.

I vantaggi

  • Efficienza energetica elevata
  • Riduzione della quantità di gas refrigerante utilizzata
  • Impatto ambientale ridotto
  • Facilmente caricabile e recuperabile in quanto gas puro
  • Bassa tossicità e infiammabilità